venerdì 16 dicembre 2011

Giornale Combat-Comunisti per l'organizzazione di Classe


E' finalmente uscito il giornale mensile di Combat-Comunisti per l'organizzazione di Classe. Qui è sfogliabile e scaricabile il file del n°1 del Giornale:
Il n°1 del Giornale Combat-Comunisti per l'organizzazione di Classe

lunedì 12 dicembre 2011

In ricordo di un Compagno


Il 15 Dicembre 1969 moriva a Milano il Compagno anarchico Giuseppe Pinelli, ucciso dallo Stato durante le stragi da quest'ultimi effettuate insieme ai loro servi fascisti.
Proprio la giornata di oggi di 42 anni fa, segnava l'inizio della "strategia della tensione", che portò alla morte centinaia di vite innocenti e all'arresto di numerosi Compagni e Compagne, che scontarono anni di carcere e di torture per aver commesso il reato di sperare in un mondo migliore.
In questa giornata invernale, noi ricorderemo questa data come l'ennesimo tentativo da parte della borghesia di far ricadere le colpe di stragi e attentati dello Stato, su Compagni e Compagne che lottano per una società diversa.
Non ci piegheremo allo Stato e ai suoi servi!

"Le bombe nelle piazze,le bombe nei vagoni le mettono i fascisti, le pagano i padroni!"

domenica 4 dicembre 2011

In memoria di un grande uomo, di un grande Combattente.


 IN MEMORIA DI MOHAMMAD MUZAFAR ALI', DETTO SHER KHAN
4-1-1957              9-12-2009

"Le classi degli oppressori hanno sempre ricompensato i grandi rivoluzionari, durante la loro vita, con incessanti persecuzioni; la loro dottrina è sempre stata accolta col più selvaggio furore, coll'odio più accanito e colle più impudenti campagne di menzogne e di diffamazioni. Dopo morti, si cerca di trasformarli in icone inoffensive, di canonizzarli, per così dire, di cingere di una certa aureola di gloria il loro nome, a 'consolazione' e a mistificazione delle classi oppresse, mentre si svuota del contenuto la loro dottrina rivoluzionaria, se ne smussa la punta, la si avvilisce".
LENIN.
Stato e Rivoluzione.

Una vita vera quella di Sher Khan. Emigrato dal Pakistan, girò tutto il mondo come marinaio sulle petroliere, prima di arrivare in Italia a metà degli anni '80. Quì divenne uno dei più accaniti lottatori per i diritti degli immigrati, tutti, senza nessuna distinzione di nazionalità, razza, etnia o religione, unendo tale battaglia a quella degli sfruttati italiani. Il suo carisma, il suo coraggio, la sua generosità e la sua umanità lo portarono sempre in prima fila, in ogni manifestazione, scontro, occupazione. E per questo fu ribattezzato per l'appunto Sher Khan, "tigre", che nella sua cultura è un onore riservato solo a chi possiede tali qualità. Il sistema e le sue istituzioni, non riuscendo a comprarlo o "normalizzarlo", magari con qualche fasulla carica in comune, lo braccarono con accuse infamanti, denuncie, carcere e cie, minandogli la salute. E forse ora gli dedicheranno qualche encomio di facciata.
Ma chi era dalla sua stessa parte della barricata lo omaggerà in altro modo, a lui più congeniale e gradito, prima o poi.
Fieri di averti conoscito, Sher Khan!!
Fieri della tua vita, tutta!!
Il tuo esempio ci guiderà, nella lotta e nella vittoria!!

ONORE A TE, SHER KHAN, CUOR DI LEONE!!