lunedì 20 dicembre 2010
domenica 19 dicembre 2010
14 dicembre, spunti di riflessione
Diversi sono i fini e le sensibilità delle migliaia di giovani e di lavoratori scesi in piazza a Roma martedì 14 dicembre.
Varie espressioni di lotte territoriali, di lotte sindacali, di lotte studentesche unite all’indignazione personale di migliaia di uomini e donne. Per una volta con pochi e residuali buffoni in cerca d’autore e altrettanto pochi e insignificanti manovratori di partito o di sindacato.
Certo l’obiettivo immediato era la caduta del governo Berlusconi, che nella sua sfacciata corruzione e putrefazione rappresenta e simboleggia il degrado del sistema politico ed economico italiano. Ma concentrarsi solo sullo specifico tricolore, significa dimenticare la rabbia e la determinazione esplose, per rimanere nel nostro continente, a Londra, Dublino, Barcellona, Parigi, Atene e in tanti altri centri più piccoli della fortezza Europa. È il capitalismo europeo ad alimentare quella continua indignazione che serpeggia nelle genti di tutte le nazioni, quell’incapacità di garantire privilegi e rendite a banche e industrie senza ristrutturare il potere, tagliando senza pietà istruzione e reddito, senza togliere le conquiste dei lavoratori autoctoni, non dando diritti a quelli immigrati, senza abbassare salari e peggiorare condizioni di vita, senza uccidere l’ambiente .
Alla notizia dell’ennesimo fallimento delle manovre del Palazzo, davanti al manifesto fallimento di una democrazia, involucro di interessi privati di destra e di sinistra, questa indignazione è esplosa in una sana, fragorosa, "illuminante" insurrezione. Ancora piccola, poco sistematica, forse ingenua e debole. Ma così spontanea, desiderata dalla maggioranza silenziosa della classe lavoratrice e degli studenti, che da sola ha scavalcato dieci anni di prudenza opportunista, di pattume giornalistico e di mediazione sindacalista.
E così obiettivi dei manifestanti sono divenute pure 29 agenzie bancarie o finanziarie, oltre alla sede della Protezione Civile, riempita di immondizia dagli aquilani, e a quella dell'Opera Pontificia.
È soprattutto la nuova generazione, che nei quartieri degradati, nelle scuole in decomposizione, negli stadi come gabbie ci vive per davvero, a comprendere che di fronte a prospettive di declassamento così evidenti non resta loro che la forza del proprio corpo e del proprio furore antagonista.
Ma questo impatto violento, immediato e spesso poco ragionato non serve a niente se non è accompagnata da un difficile e poderoso sforzo di ricomposizione della parte più sincera e cosciente del movimento operaio e studentesco e da una nuova disponibilità alla lotta degli individui isolati.
A partire dal 14 dicembre 2010, in Italia, una nuova e assai diversa (concettualmente e semanticamente, non fraintendano i moralisti e benpensanti) "strategia della tensione" è possibile, cioè una generale tensione verso la vita, la libertà, l’onestà, la dignità e la giustizia. La tensione verso l’organizzazione autonoma dei nostri bisogni.
Per mettere l’intelligenza proletaria al servizio della passione e della rabbia.
Per imparare a riprendere ciò che è proprio, a lottare per mantenerlo, a vivere per migliorarlo
Per la Futura Umanità.
venerdì 10 dicembre 2010
If the kids are united...
Londra - Gli studenti in piazza contro il provvedimento, approvato nel pomeriggio dalla Camera dei Comuni, che aumenta fino a 9.000 sterline all'anno le rette delle università inglesi.
Il sistema li ha invitati a lottare, invito raccolto.
giovedì 9 dicembre 2010
domenica 5 dicembre 2010
venerdì 3 dicembre 2010
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